Decision-making e differenze individuali

La presente proposta di ricerca ha il fine di studiare da una prospettiva alternativa, attraverso metodi scientifici, i processi decisionali, con il fine di ottimizzarli e migliorarli. La prospettiva di studio attuale si concentra in particolare sulle differenze osservate in laboratorio nei comportamenti e processi decisionali di gruppo più che individuali. Negli ultimi vent’anni però, gli studi hanno cominciato a concentrarsi e risaltare anche il processo decisionale individuale osservandolo e studiandolo come caratteristica separata dalle generali capacità mentali. Il processo decisionale individuale è stato da sempre trascurato dalle più comuni e diffuse variabili per misurare l’intelligenza. Dato però che le conseguenze di un processo decisionale, e quindi di una decisione (o serie di decisioni) errate potrebbero rivelarsi dannose, è fondamentale esaminare quali decisioni non ottimali potrebbero predire comportamenti a rischio da parte dell’individuo. L’attuale proposta di ricerca tenta quindi di collegare le nuove scoperte e i progressi della ricerca sul processo decisionale individuale con le ricerche che invece si occupano di individuare alla fonte i comportamenti a rischio per la salute. Integrando queste due prospettive di ricerca è possibile anche concettualizzare meglio quelli che sono gli incipit per lo sviluppo di decisioni vantaggiose per l’individuo.

L’utilità di questa ricerca è strettamente collegata alla possibilità di sviluppare una tassonomia più ampia e completa sulle euristiche e i pregiudizi (scorciatoie mentali utilizzate dal nostro cervello per semplificarci le decisioni). Il progetto adotta un approccio che enta di individuare e categorizzare la molteplicità di elementi coinvolti nel processo decisionale. Tali elementi smentirebbero l’idea che invece esista un solo elemento di competenza decisionale (si veda Ceschi, Costantini, Phillips, & Sartori, 2017; Ceschi, Demerouti, Sartori e Weller, 2017).

Il presente progetto di ricerca tenta altresì di mostrare la presenza di relazioni coerenti tra le euristiche e i pregiudizi con una serie di elementi (ad esempio, competenze, conoscenze,  autoregolazione, ecc.) Tali variabili, considerate anche le differenze tra ognuno di noi, possono essere caratteristiche sviluppabili, che sarebbe possibile migliorare per evitare certe euristiche o bias (ad esempio, il programma di Debiasing; come ad esempio quello di Larrick) comprende le strategie con cui gli individui affrontano le decisioni e le migliorano. Questo miglioramento nel processo decisionale è fondamentale per il benessere fisico, mentale e a lungo termine anche economico. È importante ricordare come diversi studi abbiano dimostrato che la tendenza a reagire e rispondere in modo irrazionale (a causa di processi decisionali errati) è associata a comportamenti e risultati problematici nel corso della vita (Bruine DeBruin et al., 2007; Peters, Dieckmann, & Weller, 2011; Weller, Levin, Rose, E Bossard, 2012).

In conclusione è corretto suggerire che le ricerche potrebbero essere progettate per promuovere un migliore processo decisionale attraverso l’insegnamento di strategie di debiasing (volte quindi a eliminare o minimizzare influenze sul processo decisionale) che dovrebbero considerare le attuali dimensioni basate sull’evidenza di euristiche e pregiudizi per organizzare la formazione e avere un migliore impatto sui risultati decisionali nella vita di tutti i giorni.

Bibliografia

Bruine de Bruin, W., Parker, A. M., & Fischhoff, B. (2007). Individual differences in adult decision-making competence. Journal of Personality and Social Psychology, 92(5), 938–956.
A.Ceschi, E. Demerouti, R. Sartori, J. Weller (2017) Decision-Making Processes in the Workplace: How Exhaustion, Lack of Resources and Job Demands Impair Them and Affect Performance
Kirkwood, C. W. (1997). Strategic decision making. Duxbury Press, 149.
Eisenhardt, K. M., & Zbaracki, M. J. (1992). Strategic decision making. Strategic management journal, 13(S2), 17-37.
Slovic, P., Lichtenstein, S., & Fischhoff, B. (1988). Decision making. Wiley.