Comportamenti sostenibili

Durante l’ultimo decennio, l’acquisto di alimenti biologici in un contesto di consumo sostenibile ha acquisito slancio. Di conseguenza, la quantità di ricerca sul campo è aumentata, e inevitabilmente questo ha portato in alcuni casi a discrepanze sia sui metodi che sui risultati della ricerca. Il presente progetto esamina quei lavori che hanno applicato la teoria del comportamento pianificato ( l’acronimo è TPB; Ajzen, 1991) una teoria che spiega il comportamento umano come conseguente ad un’intenzione a sua volta esito dell’interazione tra diverse credenze, ovvero l’atteggiamento, le norme soggettive dell’individuo agente e la percezione di controllo. Questa teoria è stata usata come quadro teorico per comprendere e prevedere la motivazione dei consumatori ad acquistare cibo biologico. È stata condotta una meta-analisi per valutare la forza delle relazioni che legano atteggiamento, norme soggettive, controllo comportamentale. I risultati confermano il ruolo cruciale svolto dall’atteggiamento individuale nel plasmare l’intenzione di acquisto, seguito da norme soggettive e di controllo comportamentale percepito. I risultati degli studi effettuati suggeriscono l’affidabilità del modello della Teoria del comportamento pianificato. Inoltre gli studi indicano un potenziale effetto diretto delle norme soggettive (ciò che l’individuo sente di dover fare) sull’atteggiamento individuale.

Per ciò che riguarda la disposizione degli individui al riciclo la ricerca mostra che l’ambiente circostante ha un’influenza cruciale sul comportamento delle persone. Per esempio gli individui tendono a riciclare meno in ambienti inquinati (Fiorillo, 2013; Drackner, 2005) e la spazzatura disseminata sulla strada è vista come un disincentivo all’uso di cestini o altri contenitori per il riciclaggio o lo smaltimento (Geller et al., 1977; Keizer et al., 2008; Krauss et al., 1996; Ramos e Torgler, 2012; Reiter e Samuel, 1980). Da questi studi si può quindi sostenere che il riciclo funzioni in modo condizionatamente collaborativo, nel senso che le persone tendono a non riciclare se osservano il degrado ambientale (cioè, l’influenza circostante; Gächter et al., 2012). Una dinamica simile può verificarsi quando si osserva direttamente il comportamento di altre persone (Cialdini et al., 1990), con conseguente demotivazione a riciclare come conseguenza dell’osservazione della norma stabilita da altri (cioè, conformità tra pari) ciò significa quindi che se non vedo nessun altro intorno a me farlo allora non lo faccio neppure io. Questi effetti di ricaduta comportamentale si basano su modelli psicologici derivanti dalle influenze dei pari e circostanti (Bandura, 2001) e possono condurre le persona a comportamenti negativi con la conseguenza di trasformare una comunità in un quartiere inquinato (Dur & Vollaard, 2015). In questo modello, la teoria del comportamento pianificato è ampiamente dimostrata in quanto i comportamenti dipendono fortemente dalle influenze esterne.

In conclusione, è ora corretto affermare che le scienze psicologiche possono prevedere abbastanza correttamente il probabile comportamento che gli individui potrebbero avere in determinate situazioni specifiche. Questo grazie a un modello psicologico ben definito. Le implicazioni pratiche di questi studi includeranno l’uso di questa conoscenza non solo per prevedere, ma anche per agire al fine di scoraggiare le possibilità che questi tipi di comportamenti scorretti si verifichino in futuro.

Bibliografia

Ajzen, I., 1991. The theory of planned behavior. Organizational Behavior and Human Decision Processes
Bandura, A., 2001. Social cognitive theory: An agentic perspective. Annual review of psychology,
Cialdini, R. B., Reno, R. R., & Kallgren, C. A., 1990. A focus theory of normative conduct: recycling the concept of norms to reduce littering in public places. Journal of personality and social psychology
Dur, R., & Vollaard, B., 2015. The Power of a Bad Example, A Field Experiment in Household Garbage Disposal. Environment and Behavior
Gächter, S., Nosenzo, D., & Sefton, M., 2012. The impact of social comparisons on reciprocity. The Scandinavian Journal of Economics
Geller, E. S., Witmer, J. F., & Tuso, M. A., 1977. Environmental interventions for litter control
Keizer, K., Lindenberg, S., & Steg, L., 2008. The spreading of disorder. Science,
Krauss, R. M., Freedman, J. L., & Whitcup, M., 1996. Field and laboratory studies of littering The Psychology of Vandalism
Ramos, J., & Torgler, B., 2012. Are academics messy? Testing the broken windows theory with a field experiment in the work environment. Review of Law & Economics
Reiter, S. M., & Samuel, W., 1980. Littering as a Function of Prior Litter and The Presence or Absence of Prohibitive Signs. Journal of Applied Social Psychology,