Inserimento professionale e processi decisionali per la carriera

Questo progetto di ricerca ha il fine di aiutare le persone ad inserirsi nel miglior modo possibile nel mondo del lavoro e guidarle nelle scelte e decisioni migliori per la loro carriera.

I servizi di orientamento e orientamento professionale sono stati definiti sia dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE, 2004) sia da un rapporto della Banca mondiale (Watts e Fretwell, 2004) come servizi progettati per aiutare le persone di qualsiasi età e in qualsiasi momento della loro vita a prendere decisioni educative, formative e professionali e gestire al meglio la loro carriera. Questi servizi si dividono in tre elementi principali:

· Informazioni professionali: ovvero fornire informazioni relative a corsi, professioni, carriere e mercato del lavoro. Questo informazioni sono reperibili principalmente sul web ma è possibile reperirle anche in formato cartaceo.

· Consulenza professionale: ovvero servizi di consulenza individuale o di gruppo (gruppi normalmente di dimensioni ridotte). L’attenzione delle consulenze si concentra sui problemi professionali caratteristici che le persone devono affrontare.

· Formazione professionale: ovvero la fornitura di servizi di formazione in cui aiutano le persone a sviluppare capacità per gestire il proprio sviluppo professionale.

L’orientamento professionale consiste nell’aiutare le persone a scegliere tra l’intera gamma di opportunità disponibili in base alle loro capacità, interessi e valori. In passato veniva spesso fatta una distinzione tra “orientamento scolastico”, che si riferisce alle opzioni di corsi di studio, e “orientamento professionale” riferite invece alle opzioni di scelta per la carriera. Era un’idea oggi obsoleta, basata sulla credenza che le opzioni educative precedessero o fossero separate dalle scelte professionali. Questo tipo di approccio è ormai superato. Dal momento in cui una persona decide di fare dei cambiamenti a livello di posto di lavoro, ciò la porterà inevitabilmente ad apprendere nuove competenze per farlo. Pertanto sempre di più apprendimento (inteso soprattutto ma non solo come istruzione) e lavoro si intrecciano, per tutta la vita. Le carriere generalmente non vengono “scelte” in un solo momento, ma vengono “costruite” attraverso una serie di decisioni legate all’istruzione e al lavoro prese nel corso della vita. Questo ha portato a un nuovo paradigma nell’orientamento professionale progettato per supportare lo sviluppo della cosiddetta “carriera permanente”. Negli anni l’importanza che la politica ha dato all’orientamento professionale è aumentata in modo significativo attraverso una serie di analisi condotte da molte organizzazioni internazionali, tra cui l’OCSE (2004), la Banca mondiale (Watts e Fretwell, 2004 ) e il Parlamento europeo. Questo chiaramente è significativo per capire quanto sia importante guidare le persone verso le scelte corrette, sia in senso di istruzione che nel senso di scelte lavorative.

Tutte le carriere sono iniziate con la fase di ricerca del lavoro. Durante questo periodo e anche prima è essenziale sviluppare e aumentare la cosiddetta occupabilità (l’appeal ovvero il grado di interesse che si riesce a suscitare per le aziende o organizzazioni con posizioni aperte). Questo concetto di occupabilità è stato descritto in molti modi nel corso degli anni ed è spesso strettamente legato all’istruzione. Molto spesso la nozione centrale di occupabilità si riferisce alla propensione degli studenti a ottenere un lavoro (Harvey, 2001). Talvolta anche i processi di occupabilità vengono confusi con i risultati. “È probabile che l’apprendimento legato all’occupabilità continui a essere soggetto a misurazioni grossolane dei risultati, come la percentuale di laureati che ottengono un lavoro a tempo pieno entro un determinato periodo. Nel Regno Unito, ad esempio, I “ritorni alla prima destinazione” sono registrati dopo sei mesi come indicatori di rendimento dell’occupabilità e vi è una considerevole pressione pragmatica da parte del governo e dei circoli delle agenzie di finanziamento per “mantenere semplice l’occupabilità” (Harvey, 2001). Quindi in effetti, l’occupabilità è de facto equiparata al guadagno e al mantenimento di un lavoro soddisfacente (Hillage & Pollard, 1998). A causa di questo tipo di equazione, misurare l’occupabilità risulta complicato. Nonostante questo però il progresso dell’occupabilità tra i giovani, i disoccupati e altri gruppi potenzialmente ostacolati nell’ambiente di lavoro rimane un obiettivo importante per la strategia europea per l’occupazione, definita nel 2003, che sottolinea tre obiettivi generali: lavoro, qualità ed efficienza. Mentre la prima procedura dell’UE includeva l’occupabilità come una parte importante del suo approccio, la tecnica più adattabile e a lungo termine attualmente spinta dalla Commissione europea parla di promuovere di più e molto meglio “investimenti in capitale umano e tecniche per l’apprendimento permanente”. Questa, così come altre numerose regole della Commissione per l’esecuzione della procedura riflettono quanto sia alta ad oggi l’attenzione sull’occupabilità (McQuaid e Lindsay, 2004).

Questo progetto di ricerca del gruppo APRESO propone un’indagine sull’analisi delle capacità decisionali di carriera utilizzando la Teoria del supporto organizzativo di Levinson come modello di riferimento. Investigare la percezione del supporto che un’organizzazione o azienda può fornire a lavoratori e dipendenti è utile per supportare le azioni rivolte al benessere e alla realizzazione della mission aziendale. Questo supporto che l’organizzazione dovrebbe fornire si divide in due diversi livelli: quello organizzativo e quello individuale. Se lavoratori e dipendenti percepiscono una mancanza di supporto organizzativo, potrebbero mettere in atto comportamenti svantaggiosi e inappropriati nei confronti dell’azienda di appartenenza. Questa causa-effetto negativa per l’organizzazione è spiegata dalla Teoria del comportamento pianificato di Ajzen. In conclusione da un lato l’occupabilità deve essere migliorata fin dalla giovane età, dall’altro, se l’occupabilità è stata migliorata e l’individuo inizia una carriera, sarà possibile mettere in atto accorgimenti volti a migliorare le scelte lavorative. Spetta alle istituzioni e alle organizzazioni stesse nel loro interesse favorire le scelte corrette degli individui.

Bibliografia

Watts, A. G. and Fretwell, D. (2004). “Public Policies for Career Development”. Washington DC, World Bank.
G. Watts (2013). “Career guidance and orientation”. UNESCO
Lee Harvey (2001) Defining and Measuring Employability, Quality in Higher Education, Vol. 7, No. 2
Ronald W. McQuaid and Colin Lindsay (2004) The Concept of Employability, Urban Studies, Vol. 42, No. 2, 197– 219, February 2005